Impianti policiclici

Gli impianti policiclici di pianura sono sistemi agroforestali innovativi che combinano diverse specie arboree a cicli produttivi differenti: alberi a ciclo brevissimo (4-7 anni) come il platano per legna da ardere,  breve (8-12 anni)  come pioppo e medio-lungo (20-30 anni) come noce e farnia.

 

Caratteristica peculiare di questo sistema è che ad ogni taglio si possono prelevare  fino all’80% delle risorse, al fine di rigenerare continuamente l’impianto, di mantenere la copertura del suolo e di preservare la biodiversità.  L’impianto può essere realizzato in pieno campo o a filari alternando specie diverse, consentendo così di poter sfruttare anche aree marginali  e poco produttive, come ad esempio i bordi dei fossati. 

 

Questi sistemi, diffusi perlopiù nella pianura Padana,   possono essere “Potenzialmente Permanenti” (detti anche 3P).

Dal punto di vista economico, gli impianti policiclici consentono di diversificare i prodotti finali dell’impianto, sia in termini di epoca di taglio sia in termini di valore (legna, biomassa, tronchi di pregio) garantendo così un reddito continuo con entrate più frequenti.

 

Forniscono anche servizi ecosistemici poiché contribuiscono al  sequestro di CO2, migliorano il microclima, forniscono stabilità idrogeologica e formano ripari e corridoi ecologici per la fauna selvatica, incrementando così la biodiversità animale.


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